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Consulenze Psicologiche gratuite sull’età evolutiva.

Ottobre e Novembre sono i mesi della prevenzione del benessere psicologico del bambino e dei loro genitori. Consulenze Psicologiche gratuite sull’età evolutiva.

In ambito preventivo, percorsi o consulenze riguardo lo sviluppo e l’educazione dei vostri figli, sono importanti e utili per conoscere meglio le tappe dello sviluppo infantile e per interagire al meglio con i bambini, oltre che  gestire in modo congruo  le loro difficoltà evolutive, le crisi e i conflitti di sviluppo.

Queste consulenze sono rivolte ai genitori per bambini di ogni età.

All’interno del nostro studio potrai richiedere una consulenza e effettuare il primo colloquio in maniera del tutto gratuita e confrontarti con un esperto in psicologia dell’età evolutiva.

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Dr.ssa Ester Giulia Paolantonio

egp

 

 

 

Dentista Pediatrico – Ortodontista

Roma (Trastevere – San Giovanni – Ostia)

Contatti: tel. 3296775872    email egpaolantonio@libero.it

 

Quando devo portare il mio bambino dal dentista per la prima visita e come posso prepararlo ad affrontarla?

I primi denti da latte spuntano a 6 mesi e la dentizione da latte si completa a 2 anni. Sarebbe opportuno che da subito i genitori venissero informati dal dentista pediatrico su come mantenere sana la bocca del bambino (corretto stile alimentare e giuste abitudini di igiene orale domiciliare) perché purtroppo molti bambini soffrono di carie destruenti con perdita precoce dei denti decidui già in tenera età a causa di un eccesso di zuccheri nella dieta e scarse manovre di igiene orale, con dolore e infezioni dentali ricorrenti e ripercussioni negative anche sull’occlusione. Inoltre alcune abitudini quali il succhiamento prolungato e non nutritivo di ciuccio, tettarella o dito, la respirazione prevalentemente orale invece che nasale, la scorretta postura della lingua a riposo e durante la deglutizione possono concorrere allo sviluppo precoce di malocclusioni. Per questi motivi sarebbe opportuno che la prima visita sia quanto più precoce possibile in modo che questi problemi possano essere prevenuti o intercettati in tempo. E’ importante chela prima visita avvenga precocemente, già a 2 anni o anche prima, o comunque in uno stato di salute della bocca, prima che ci sia un problema, una carie, prima che il bambino abbia dolore ai denti. Dovrà essere un incontro conoscitivo piacevole con il dentista e il genitore dovrà evitare nei giorni precedenti la visita di usare parole come “paura, male, dolore, trapano, non preoccuparti” ma piuttosto dire che il dentista “conterà i denti con uno specchietto e un conta-denti”. Bisogna essere consapevoli del fatto che probabilmente saranno necessarie più sedute perché fra il bimbo e l’operatore si instauri il giusto feeling che poi permetta di eseguire le cure dentarie necessarie, senza forzature del bambino che potrebbero esitare in odontofobia e assenza di collaborazione. Consiglio perciò di scegliere un dentista pediatrico, chiamato pedodontista, una figura professionale dedicata e specializzata nel campo.

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Dott. Marco Montes, Ortottista

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Roma – Via Francesco Grimaldi, 71

Alatri (FR) – SS 155 Montelena, 106

cell. 3392307348 mail: montes@ortottista.com

 

 

Quando è consigliata la prima visita ortottica ed oculistica nel bambino?

I programmi di prevenzione nei diversi Paesi non sono uniformi su tempistiche, modalità e personale coinvolto. Il primo esame oculistico sarebbe auspicabile venisse eseguito al punto nascita con un semplice esame del “riflesso rosso” che consentirebbe di intercettare le patologie più gravi e che necessitano una tempestiva diagnosi (ad esempio la cataratta congenita ed il retinoblastoma). Se esiste familiarità per patologie oculari gravi e con insorgenza nell’infanzia, la prima visita oculistica andrebbe fatta intorno al VI mese di vita; in tutti gli altri casi entro il primo anno di vita.

La prima valutazione ortottica andrebbe fatta contestualmente al primo controllo oculistico. Successivamente sarebbe consigliabile un controllo oculistico ed ortottico entro il III anno di vita; in assenza di anomalie basta un terzo controllo oculistico prima del VI anno di vita.

E’ evidente che la tempistica dei controlli potrebbe essere differente in presenza di patologie accertate o sospette. Bisogna tenere presente che la visione può essere coinvolta in tantissime altre patologie di interesse sistemico o sindromico.

BalbuzieL'esperto risponde (1)

Dott. ssa Anna Franzi

Psicologa dell’Età Evolutiva, Psicoterapeuta, Logopedista

Studio di Psicologia dell’Età evolutiva e di Logopedia, Via Raffaello Morghen 1, Roma

cell. 339-4766350  mail: anna.franzi@tiscali.it

IMG_20170209_165210Riguardo la balbuzie, ci sono dei campanelli d’allarme per i quali io genitore posso fare riferimento prima di consultare uno specialista?

La balbuzie, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità(OMS) è “un disturbo nel ritmo della parola, nel quale il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono”.
La balbuzie è pertanto una disfluenza, cioè una variazione nel ritmo di emissione delle parole, e all’interno della parola stessa.
Insorge apparentemente all’improvviso e modifica sensibilmente l’eloquio del bambino.
Il bambino non si accorge di ciò che gli sta capitando ma si rende conto che mamma o papa, i nonni o gli zii lo guardano in modo insolito e strano. Tutti cercano di dirgli di parlare piano, di respirare, ma lui continua a non capire perchè tutti sono interessati al suo modo di parlare.
Imparare a conoscere la balbuzie e a distinguerla da altre disfluenze diventa la risposta più efficace  per prevenire che si strutturi in disturbo vero e proprio
Riconoscerla nella sua potenzialità di accadimento significa:
-aver osservato, per alcuni mesi prima della comparsa della balbuzie, un incremento nella velocità dell’eloquio del bambino
– aver registrato che il numero delle disfluenze nel parlato è uguale o superiore a tre unità
-aver sentito che la disfluenza “accade” in parti diverse della frase o della parola stessa
-aver osservato che la disfluenza cambia: è ripetizione, blocco sonoro, blocco silente.
L’osservazione di ciò che accade nel “modo di parlare”del bambino è un chiaro indicatore di difficoltà linguistica che potrebbe orientare all’ipotesi diagnostica di balbuzie se:
-c’é familiarità con il disturbo
-se a balbettare è un maschietto
-se il bambino presenta altre difficoltà linguistiche
-se la disfluenza è comparsa a tre anni e mezzo
-se dura da oltre sei mesi
-se è complicata da tensioni muscolari, sincinesie, tremori alle labbra
-se il parlato è ritmicamente disorganizzato
-se il bambino è preoccupato per il suo modo di parlare.
balbuzie

Per tutto l’anno 2017 incontri informativi gratuiti sulla balbuzie

COSA POSSO FARE QUANDO MIO FIGLIO BALBETTA?

A volte i genitori si confrontano improvvisamente con il balbettare del figlio. Altri genitori invece hanno già affrontato diversi interventi di aiuto e trattamento senza i risultati sperati. Molti sono i dubbi, le preoccupazioni e le paure che sorgono di conseguenza. Quando vi è una difficoltà nella fluenza verbale sia il genitore che il bambino si pongono tante domande e vivono tante emozioni contrastanti difficili da gestire, che non andrebbero affrontati con approcci basati solo sul buon senso comune o improvvisati.

Il Centro “Comunicazione in Movimento” di Roma offre un incontro informativo gratuito sulla balbuzie con due esperte, logopedista e psicologa, ai genitori che vogliono approfondirne la conoscenza e i possibili percorsi di trattamento e sostegno per bambini e genitori.

L’incontro non ha scopi valutativi o diagnostici, dura un’ora, e consiste in un momento di confronto durante il quale il genitore potrà esporre i propri dubbi e le preoccupazioni e chiedere informazioni