Dott.ssa Ottavia Pennisi Psicologa Psicoterapeuta

 

NO, NO, NO  ARRIVANO I CAPRICCI!

Regole, Limiti e il bambino difficile: come gestire il comportamento oppositivo.

Incontro per Genitori: 9 Aprile h. 10-12
  • Come gestire i capricci improvvisi, il pianto disperato? Castighi e punizioni? Quali limiti e divieti porre?

Il più difficile compito dei genitori è quello di offrire ai figli la possibilità di esplorare serenamente l’ambiente e di vivere esperienze gratificanti nel rispetto però di regole adeguate che indirizzino i comportamenti dei piccoli. Ogni bambino ha bisogno sia di approvazione, riconoscimento e gratificazione ma anche di regole, limitazioni e divieti.

I divieti posti dall’adulto sono, infatti, un bisogno evolutivo interiore del bambino molto importante, già nel primo anno di vita. Senza regole e limiti precisi il bambino non conoscerà i propri confini, diventerà insicuro nel suo rapporto con gli altri, non riuscirà ad inserirsi adeguatamente nella realtà, con la convinzione di poter agire senza limiti e quindi senza responsabilità. E, di fronte alle difficoltà, si sentirà inadeguato, indifeso ed incompetente.

I figli, altresì, non aiutano i genitori in questo arduo compito, mettendo a dura prova la loro autorità, spesso suscitando in loro sensi di colpa e paure. A volte si “approfittano” dei disaccordi tra i genitori o delle loro incertezze. Compito che diventa ancora più arduo e faticoso quando il figlio mostra comportamenti oppositivi, caratterizzati da una persistente caparbietà, dalla resistenza alle direttive, e dalla scarsa disponibilità al compromesso, alla resa o alla negoziazione con gli adulti o con i coetanei.

Cosa fare di fronte ai capricci improvvisi, al pianto disperato, o al totale rifiuto (comportamento oppositivo)? Servono i castighi e le punizioni? Quali sono i limiti e i divieti da porre a seconda dell’età?

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MA QUANDO SPEGNI LA LUCE ARRIVANO I MOSTRI?

Le paure dei bambini nelle diverse fasi evolutive

Incontro per Genitori: 14 Maggio h. 10-12
  • Cosa può fare un genitore per aiutare il figlio ad affrontare le paure?

La paura è parte del mondo dei bambini ed è una emozione primaria molto importante. Essa infatti mette in allerta contro i pericoli ed aiuta a prevenire situazioni dannose e rischiose.

I bambini hanno modalità proprie per superare le paure ma i genitori possono sostenerli ed hanno comunque un ruolo importantissimo: non far sentire solo il bambino. La paura infatti non è mai solo paura di qualcosa ma anche la paura di essere soli davanti a qualcosa di terribile.

Dare ascolto alle paure del bambino, dare l’opportunità di parlarne è fondamentale nel processo di crescita. Il bambino insieme alla paura sperimenta, o almeno dovrebbe sperimentare, la possibilità di controllarla e superarla, rafforzando così la stima e la fiducia in se stesso.

La paura dei bambini tuttavia a volte crea disagio e difficoltà nei genitori essendo percepita come una difficoltà del bambino stesso e scatena nel genitore domande sul perché il proprio figlio abbia queste paure, spesso anche sensi di colpa se non un vero e proprio senso di impotenza.

Inoltre, le paure a volte possono essere “involontariamente” rinforzate, dagli adulti allevanti o dal contesto, come per esempio le paure legate ai mass media che invadono sempre più l’ambiente domestico.

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RICONOSCERE E GESTIRE LA RABBIA NEI FIGLI

Incontro per Genitori: 19 Marzo h. 10-12

  • Come gestire la rabbia, propria e del figlio? Come aiutare il bambino a riconoscerla ed esprimerla? Come affrontare la rabbia di un adolescente?

La rabbia è un sentimento naturale ed anche i bambini non ne sono immuni, anzi: insieme al dolore a alla gioia, essa è una tra le emozioni più precoci. E’ un’emozione sana e funzionale per la sopravvivenza stessa, è una importantissima modalità comunicativa e di crescita che si trasforma ed evolve nel tempo. Di per sé non è una emozione negativa da temere ma, come altre emozioni, anche la rabbia deve essere incanalata e regolata e i bambini e i ragazzi devono imparare a controllare le reazioni più impulsive ed istintive. Inoltre, non tutti nascono uguali, ma vengono al mondo “emotivamente predisposti”: alcuni hanno un temperamento facile altri no.

Per i bambini diventa fondamentale il ruolo dei genitori, che devono insegnare loro come riconoscerla ed esprimerla in modo funzionale ed evolutivo. Spesso i bambini hanno difficoltà a descrivere l’emozione che stanno provando e quindi a nominarle, per questo occorre l’aiuto dell’adulto per identificarle e classificarle e solo così il bambino potrà imparare a distinguerle, ed esprimere così più facilmente il suo stato d’animo. La rabbia, con le sue diverse gradazioni di intensità, a volte tuttavia può irritare o spaventare l’adulto: la difficoltà dei figli di esprimere questo sentimento, vissuto come imprevedibile e non controllabile, può arrivare a lasciare atterrito il genitore per la sua dirompenza.

D’altra parte, i bambini e i ragazzi che sono abituati a soffocare la rabbia potrebbero in futuro non essere in grado di gestirla in modo autonomo e perdere la consapevolezza delle loro sensazioni, oltre a rinforzare la percezione di non essere capiti e di non avere le risorse per gestire le frustrazioni e le situazioni problematiche. Le emozioni represse, inoltre, ricompaiono sotto forma di sintomi (agitazione, ansia, incidenti, comportamenti compulsivi, scoppi d’ira ingiustificati, ecc.).

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I DISTURBI DI APPRENDIMENTO E LE RICADUTE (DA EVITARE) SULL’AUTOSTIMA.

Incontro per Genitori: 24 Settembre h. 10-12
  • I genitori quale ruolo possono avere nel prevenire il disagio emotivo e motivazionale del figlio con DSA?

I disturbi specifici di apprendimento possono avere delle ripercussioni negative sullo sviluppo psicologico del bambino, in modo particolare sulla sua autostima ed in generale sulla sua personalità. Il bambino, infatti, è il primo a percepire la propria difficoltà vivendola quotidianamente, sovente non sa darsi spiegazioni. Questo disagio può tradursi in disturbi del comportamento, rifiuto della scuola, inibizione, chiusura in se stesso, atteggiamenti di disinteresse, depressione o altri tratti psicopatologici.

Le esperienze scolastiche fallimentari e il confronto frustrante con i pari possono avere, invero, una forte influenza negativa nella costruzione dell’immagine di sé; molti studiosi hanno osservato che i problemi emotivi dei bambini con DSA si manifestano dopo l’ingresso nel mondo scolastico, non prima. In caso di ripetuti fallimenti si rischia di arrivare alla “impotenza appresa” (Helplessness) cioè alla convinzione che il bambino non ha le capacità di risolvere nessun compito, cioè non è capace.

Il bambino, pertanto, ha bisogno di sentirsi capito ed aiutato, concretamente. I genitori, quale contesto primario di relazione in cui si sviluppa, possono avere un ruolo fondamentale nel prevenire il disagio emotivo e motivazionale del figlio.

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AUTONOMIA E DIPENDENZA DEL BAMBINO: COME SOSTENERLO NELLA SUA CRESCITA?

Incontro per Genitori: 18 Giugno h. 10-12
  • Qual è il compito del genitore? Quali tappe e conquiste ogni bambino deve affrontare?

Il percorso di crescita di un bambino è caratterizzato da due tendenze in conflitto tra loro: da una parte, la dipendenza dall’amore e dalla sicurezza dei genitori e, dall’altra, la tendenza naturale verso l’autonomia e l’indipendenza.

L’autonomia è la spinta del bambino a crescere, il piacere della scoperta di riuscire a padroneggiare di più la realtà ma è anche fatica poiché implica una continua riorganizzazione interna ed esterna. Questo ci fa capire perché la crescita sia caratterizzata da spinte quasi contrapposte ma che coesistono: la voglia di diventare grandi e il desiderio di essere rassicurato, di essere protetto, di tornare indietro. E’ fondamentale, però, che il bambino riesca ad entrare in relazione con la realtà, in modo oggettivo e non plasmabile secondo i suoi desideri, misurandosi con le proprie capacità, acquisendo una consapevolezza ed una percezione positiva di se stesso.

Il percorso di crescita attraversa stadi evolutivi specifici, quali tappe fondamentali nell’acquisizione di conoscenze, esperienze, emozioni, relazioni che andranno ad incidere sullo sviluppo della sua personalità. La relazione con la realtà e il raggiungimento progressivo di autonomia è fondamentale per la crescita sana del bambino.