BalbuzieL'esperto risponde (1)

Dott. ssa Anna Franzi

Psicologa dell’Età Evolutiva, Psicoterapeuta, Logopedista

Studio di Psicologia dell’Età evolutiva e di Logopedia, Via Raffaello Morghen 1, Roma

cell. 339-4766350  mail: anna.franzi@tiscali.it

IMG_20170209_165210Riguardo la balbuzie, ci sono dei campanelli d’allarme per i quali io genitore posso fare riferimento prima di consultare uno specialista?

La balbuzie, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità(OMS) è “un disturbo nel ritmo della parola, nel quale il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono”.
La balbuzie è pertanto una disfluenza, cioè una variazione nel ritmo di emissione delle parole, e all’interno della parola stessa.
Insorge apparentemente all’improvviso e modifica sensibilmente l’eloquio del bambino.
Il bambino non si accorge di ciò che gli sta capitando ma si rende conto che mamma o papa, i nonni o gli zii lo guardano in modo insolito e strano. Tutti cercano di dirgli di parlare piano, di respirare, ma lui continua a non capire perchè tutti sono interessati al suo modo di parlare.
Imparare a conoscere la balbuzie e a distinguerla da altre disfluenze diventa la risposta più efficace  per prevenire che si strutturi in disturbo vero e proprio
Riconoscerla nella sua potenzialità di accadimento significa:
-aver osservato, per alcuni mesi prima della comparsa della balbuzie, un incremento nella velocità dell’eloquio del bambino
– aver registrato che il numero delle disfluenze nel parlato è uguale o superiore a tre unità
-aver sentito che la disfluenza “accade” in parti diverse della frase o della parola stessa
-aver osservato che la disfluenza cambia: è ripetizione, blocco sonoro, blocco silente.
L’osservazione di ciò che accade nel “modo di parlare”del bambino è un chiaro indicatore di difficoltà linguistica che potrebbe orientare all’ipotesi diagnostica di balbuzie se:
-c’é familiarità con il disturbo
-se a balbettare è un maschietto
-se il bambino presenta altre difficoltà linguistiche
-se la disfluenza è comparsa a tre anni e mezzo
-se dura da oltre sei mesi
-se è complicata da tensioni muscolari, sincinesie, tremori alle labbra
-se il parlato è ritmicamente disorganizzato
-se il bambino è preoccupato per il suo modo di parlare.